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Cosa sono e a cosa servono gli assistenti virtuali? Scopriamo l’evoluzione dei bot e le loro funzionalità nei sistemi di messaggistica e nel mondo social

Ricordate l’insistente graffetta Microsoft che si offriva di aiutarvi a utilizzare meglio i software? Clippy - questo il suo nome – era un bot, abbreviazione di “robot”, che in informatica indica un programma che permette all'utente di comunicare con un’assistente virtuale che risponde con linguaggio umano o per iscritto o a voce.

Le origini dei bot

Uno dei primi esempi di bot può essere fatto risalire al 1966 con Eliza quando Alan Turing sviluppò un programma che fingeva di essere uno psicoterapista. Il software regolava le sue risposte in base ai contenuti prodotti dall’interlocutore. Il “medico” iniziava la conversazione chiedendo al “paziente” il problema e, in base alla risposta, selezionava ulteriori livelli di indagine.

Intelligenza artificiale

I bot sono spesso associati al concetto di intelligenza artificiale. Lo stesso Google li usa per raccogliere informazioni su qualsiasi pagina online in modo da poterla “leggere” e “catalogare” per darle un valore per il posizionamento sulla SERP.

Eppure i bot non sono solo questo: quelli di cui si parla tanto negli ultimi mesi sono quelli che permettono di interagire in modo colloquiale con un servizio. Negli anni Novanta questi sistemi sono stati sperimentati da Microsoft per fornire informazioni sugli orari dei cinema o dei teatri o per dare le indicazioni meteo. Un po’ come succede oggi con Siri che dà una risposta diretta a ogni nostra necessità di ricerca.

L’applicazione dei bot può essere infinita: da MeeKan che organizza riunioni per gli utenti di Slack a Pana un’agenzia di viaggi in rete che trasforma i messaggi di testo in prenotazioni.

 

 

Che utilizzo ne faremo?

In modo superficiale potremmo pensare che un “bot” sia un software di aiuto per consulenze e acquisti in grado di apprendere in base a quello detto loro in precedenza. Se fino ad ora a farla da padroni nello sviluppo di questi sistemi sono stati i sistemi di messaggistica come Messengerdalla primavera scorsa Mark Zuckenberg ha lanciato l’uso dei bot in Facebook. Se un’azienda ha implementato questo sistema sulla propria pagina fan potrà conversare direttamente con l’utente.

Per quanto riguarda la gestione #eventi è stato sperimentato da Ducati per il World Ducati Week un BOT di Facebook Messenger per aiutare e assistere gli utenti in cerca di informazioni. Un vero e proprio “concierge” dell’evento e manco a dirlo è stato un successo.

Gli usi di questi sistemi sono molti:

  1. Ordinare e Comprare: potremo chiedere tramite chat (su Telegram O Messanger di Facebook), consigli sugli acquisti, controllare capi, di abbigliamento effettuare ricerche con un vero e proprio assistente dello shopping personale
  2. Ricevere assistenza: l’evoluzione del customer care ha le ore contate. Nessuna fila o tempi di attesa con questi software
  3. Collaborazione lavorativa o domestica: ci permetteranno di avere la ricetta per la cena o prenotare un volo aereo in pochi minuti
  4. Ricerca: i motori di ricerca come Google li integreranno per avere risposte più veloci e precise
  5. Organizzazione: ci aiuteranno nell'organizzare l’agenda quotidiana

Scenari

I chatbot faciliteranno e apriranno molti nuovi scenari per le tante aziende che stanno iniziando a investire nel loro sviluppo. L’obiettivo potrebbe essere quello di riuscire a creare un sistema in cui le informazioni possano essere accessibili da un solo strumento, dimenticandoci così di dover scarica App e aggiornamenti.

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Il futuro è già arrivato, voi siete pronti?

 

Di Elena Codeluppi | November 9th , 2016 | Digital Marketing, Information Technology

L'autore: Elena Codeluppi

Elena Codeluppi

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