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title: La regola d'oro del content marketing? Il contenuto giusto per la buyer persona giusta
description: "L’Inbound lo insegna: a ogni buyer persona corrisponde una diversa strategia di content marketing. Ecco perché."
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# [La regola d'oro del content marketing? Il contenuto giusto per la buyer persona giusta](https://blog.47deck.it/la-regola-doro-del-content-marketing-il-contenuto-giusto-per-la-buyer-persona-giusta)

 Scritto da [Michelangelo Cornacchia](https://blog.47deck.it/author/michelangelo-cornacchia) | 7-ago-2018 7.30.00

 

Come abbiamo già avuto modo di vedere le buyer persona rappresentano un pilastro nella creazione di una qualunque strategia di digital marketing che parli la lingua dell’Inbound.

[Rappresentazioni fittizie di acquirenti tipo](https://blog.47deck.it/cosè-la-buyer-persona-e-perchè-dovresti-conoscerla), questi identikit guidano infatti il marketer nella realizzazione di un piano d’azione mirato a rispondere alle necessità dei consumatori, ponendo questi ultimi (e non già l’azienda) al centro dell’attenzione.

Ma c’è di più: in una strategia Inbound, uno dei paradigmi che vanno ripetuti al limite dello sfinimento è **“content is king”**.

Ossia? La famosa massima pronunciata da Bill Gates nel 1996, e diventata una vera e propria filosofia di vita per tutti i marketer dell’era 2.0, mette la produzione di contenuti (blog post, guide, approfondimenti o materiali da condividere sui social) al centro del metodo divulgativo di un’azienda.

Non più, dunque, chiamate a freddo o pubblicità invadenti quanto, piuttosto, testi utili alla soddisfazione delle esigenze dei lettori (e, quindi, dei potenziali clienti).

 

 

## **Le buyer persona nel content marketing**

Bene, ma giunti a questo punto può sorgere una domanda del tutto lecita: che cosa c’entrano i contenuti con le buyer persona di cui sopra? Beh, c’entrano eccome! 

Per capirne meglio il motivo, partiamo da un esempio pratico: saper scrivere non significa necessariamente essere ottimi romanzieri e, allo stesso tempo, giornalisti dalla penna sopraffina. 

In entrambi i casi, infatti, la buona attitudine alla scrittura deve andare di pari passo con la capacità di **creare dei testi fruibili da un pubblico specifico**, che parla cioè un certo linguaggio e che ricerca nello scritto un particolare tipo di spunto.

Allo stesso modo, anche nel campo dell’Inbound scrivere (e bene) contenuti significa saper **costruire una strategia di content marketing** che rivolga tutta la sua attenzione alla [buyer persona in analisi](https://blog.47deck.it/gli-step-che-le-migliori-agenzie-seguono-per-creare-delle-buyer-persona-efficaci).

Questo significa conoscerne l’identità, l’età, il grado di istruzione ma, soprattutto, le necessità e gli obiettivi e, sulla base di questi, “cucire” loro addosso dei testi *ad hoc*.

 

## **A ciascuna buyer il suo contenuto**

Ma come si fa a *matchare* la scrittura con le caratteristiche di ogni buyer? Per iniziare, basta partire da una più ampia suddivisione di queste ultime in due macroaree: **quella del B2B e quella del B2C**. 

Nel primo caso, ci si rivolge a persone specialiste di un certo settore o ambito lavorativo: con esse sarà del tutto normale (se non doveroso) utilizzare un linguaggio e un tipo di argomentazione tecnica e rilevante per la loro quotidianità professionale.

Tuttavia, è qui necessario operare un’ulteriore distinzione: un tipo di trattazione più operativa si adatta meglio a chi, in azienda, ha [mansioni di tipo pratico](https://blog.47deck.it/trova-nuovi-clienti-online-e-fai-felice-il-capo) (ci riferiamo, per esempio, all'assistente marketing, o alla segreteria).

**Chi, invece, necessita di un’argomentazione maggiormente teorica** è quel personale che all'interno dell’impresa ricopre un [ruolo manageriale](https://blog.47deck.it/6-buone-ragioni-per-investire-nellinbound-marketing): in questo caso, infatti, è importante fornire informazioni utili a inquadrare il tema nelle sue linee guida, affinché la buyer possa demandare a un operatore l’attività più esecutiva.

Nel caso del settore B2C, invece, sarà necessario utilizzare un approccio al testo di tipo “umano”: con questo termine ci riferiamo a contenuti che permettano alle buyer di risolvere **problemi legati alla quotidianità e alla vita di tutti i giorni**. È bene ricordare, infatti, che chi si trova dall'altra parte del monitor è un potenziale cliente che ricerca in un prodotto o servizio qualcosa che sia utile per sé o per i propri cari: di conseguenza, anche il linguaggio utilizzato dovrà essere meno tecnico e il tono più vicino al parlar comune.

 

## **Il contenuto giusto per la buyer giusta al momento giusto**

In ultima analisi bisogna ricordare che, come sempre nella vita, **il tempismo è tutto, anche nel marketing.** Ciò significa che, una volta creato il contenuto giusto per la giusta buyer, è importante sottoporle un testo che possa soddisfare al meglio le sue necessità in quella determinata contingenza “storica”.

Per esempio, è meglio evitare di mandare una mail di tipo commerciale a una persona che sta ancora inquadrando il problema che si trova ad affrontare. Per quale motivo? Semplice: perché **una comunicazione di questo tipo precorre i tempi**, confondendo (e, nella peggiore delle ipotesi, allontanando) un possibile cliente. Allo stesso modo, non è una buona pratica quella di arrivare in ritardo, per esempio sottoponendo all'attenzione di un cliente affezionato promozioni che non hanno nulla a che fare con le sue reali necessità. Il tempismo è tutto anche in ottica di[misurazione dei dati](https://blog.47deck.it/inbound-marketing-e-kpi-cosa-misurare-e-con-quali-strumenti).

Insomma, come vuole la letteratura “a ciascuno il suo”: abbinare il giusto contenuto alla giusta buyer significa non significa solo avere ottima padronanza di una delle principali regole dell’Inbound Marketing, ma anche **porre le fondamenta per una content strategy di successo**.

[Visualizza articolo completo](https://blog.47deck.it/la-regola-doro-del-content-marketing-il-contenuto-giusto-per-la-buyer-persona-giusta)

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